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Quali sono le misure che intendono adottare a riguardo dell’imminente apertura della galleria di base del Monteceneri (2020)?

Ai comuni nella valle della Tresa (in fase di aggregazione)

Quali sono le misure che intendono adottare a riguardo dell’imminente apertura della galleria di base del Monteceneri (2020)?

Bellinzona, 28.06.2018

Distinti rappresentanti dei comuni della valle della Tresa,

con l’apertura della galleria di base del Monte Ceneri (2020) l’infrastruttura di trasporto pubblico sarà più sollecitata, ma come faranno gli utenti che abitano nella zona della valle della Tresa ad accedere a tale infrastruttura? Quali misure si intende adottare per promuoverne l’accesso?

Certamente ci sono in corso alcuni progetti: nuovo Park & Ride per i frontalieri a Lavena Ponte-Tresa (I), sostituzione delle carrozze FLP, come pure il progetto tram-treno (chissà quando lo vedremo). Ma quali sono le misure concrete che verranno implementate a breve, per favorire l’accesso ai mezzi pubblici per chi risiede nella valle della Tresa? Come fa un utente ad accedere alla rete FLP per poi andare oltre?

Attualmente si deve far capo alla rete di autopostali, che però non garantisce un servizio adeguato alle esigenze, in termini di frequenza (corse orarie con due pause a metà mattinata e nel pomeriggio) e di corse serali. Infatti, se si deve rientrare dopo le 19:40 in settimana e le 18:40, il finesettimana e i festivi non si arriva oltre Ponte-Tresa. Per raggiungere una stazione FLP, si è quindi obbligati a usare l’auto, in modo da poter tornare a casa anche la sera. Questo risulta essere un grande limite per i giovani che non hanno la patente o per chi non possiede un veicolo privato.

Per chi invece possiede un’auto, presso Ponte Tresa c’è un posteggio comunale, ma il suo utilizzo è veramente scomodo: bisogna pagare con monetine, nel caso di impossibilità di ritornare entro l’orario prefissato, non c’è alcuna possibilità di prolungare la permanenza; non esiste alcuna agevolazione per chi è in possesso di un abbonamento per i trasporti pubblici (Arcobaleno o Generale).

A Ponte-Tresa ci sono anche alcuni posteggi “BePooler”, accessibili unicamente a chi fa Car-Pooling da casa verso il posteggio. L’idea è buona, ma va bene a chi ha orari fissi e non prevede alcuna flessibilità. Personalmente, malgrado svariati tentativi, non sono mai riuscito a farne utilizzo.
In alternativa c’è il Park & Ride FLP presso Caslano, lì almeno è possibile usare carte settimanali, mensili o annuali (per chi possiede un abbonamento di trasporto pubblico), l’acquisto va però fatto presso lo sportello FLP a Lugano o presso il chiosco di Ponte Tresa (con orari limitati), definendo in modo preciso la data di utilizzo (non si può acquistare carte settimanali da usare a piacimento). Nel caso di utilizzo sporadico, non è possibile prolungare la permanenza. In ogni caso, il grosso limite di questo posteggio è che bisogna immettersi nel traffico, già congestionato, in direzione di Agno.

A mio modo di vedere, tutte queste limitazioni ostacolano massicciamente l’utilizzo dei mezzi pubblici, creando traffico privato supplementare. Non per nulla si vede proliferare il traffico di scooter, che sorpassano la colonna ferma, malgrado questo comportamento sia chiaramente vietato dal codice della circolazione, ma ciò viene tollerato.

Spero che i comuni prevedano, a breve, una pianificazione riguardo i seguenti temi:

• Incremento del servizio autopostale (o altro), sia la frequenza che l’orario dell’ultima corsa.
• Soluzione per un Park & Ride serio a Ponte-Tresa, possibilità di abbonamento per residenti in possesso di un abbonamento Arcobaleno e possibilità di prolungare il rientro per utenti sporadici (come presso P & R FFS).
• Introduzione di un servizio di bikesharing. Dalle mie informazioni, Ponte-Tresa ha recentemente declinato l’offerta di ampliamento della rete di bikesharing della citta di Lugano, che da breve tempo è già disponibile fino a Caslano. Credo che il servizio andrebbe esteso a tutta la valle della Tresa, chiaramente prevedendo gli adeguamenti stradali necessari per permettere di viaggiare in sicurezza, oggi transitare in bicicletta su quelle strade risulta essere veramente pericoloso.

Spero vivamente che per l’apertura della galleria di base del Monte Ceneri, alcune delle soluzioni proposte saranno già implementate e che ci sia una pianificazione ben chiara di come i comuni prevedano di incentivare l’accesso alla rete di trasporto pubblico.

Leggendo il rapporto di aggregazione (capitolo 6.7 Traffico), si intuisce la volontà di risolvere questo problema, anche se soluzioni concrete non vengono ancora descritte. Ma bisogna proprio aspettare l’aggregazione per procedere con un problema che assilla gli abitanti di questa regione da sempre? Progetti come il “percorso vita” sono stati avviati anche prima dell’aggregazione. Credo che sia veramente urgente procedere con piccoli passi per favorire l’accesso alla mobilità pubblica.

Solo in questo modo questa regione diventerà veramente attrattiva e potrà prevedere uno sviluppo.

Cordiali saluti

Ulteriori informazioni: ATA Sezione della Svizzera italiana, Stefano Klett, membro di comitato, 076 693 31 13

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Grazie ad AIL, da subito posso comodamente leggere il giornale, in piena notte, nel mio giardino

Quando ho deciso di acquistare casa, ho cercato una zona nella quale il cielo notturno sia ancora visibile e dove non ci sono troppo luci dirette.

Infatti abito in una piccola frazione del Malcantone, la mia casa non si affaccia direttamente su una strada illuminata. C’è solo un piccolo vicolo pedonale che collega poche case. Read More

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Commento sulla nuova Ordinanza per la prevenzione dell’inquinamento luminoso di Lugano

Mi è stato chiesto da più parti, cosa ne penso dell’ordinanza per la prevenzione dell’inquinamento luminoso di Lugano.

Trovate la notizia della pubblicazione dell’ordinanza sul sito di darksky.ch.

Credo che l’ordinanza municipale di Lugano, che è  ispirata a quella di Mendrisio, sia un passo importante per la riduzione delle emissioni di luce.

Le mie impressioni, in dettaglio:

  1. Il Municipio si autorizza a derogare il tutto (lo dice nell’Articolo 3.5 e 4.2) in per situazioni commerciali e particolari o altre situazioni particolari.
  2. In contrasto con la norma svizzera SN 486 491, indica (Articolo 3.3) che “le illuminazioni esterne di qualsiasi genere e le insegne pubblicitarie devono di regola essere spente dalle ore 24:00 fino alle ore 06:00“.
    Mentre la norma svizzera SN 486 491 (Sia) indica (Articolo 2.5.5): “Gli impianti devono funzionare esclusivamente quando necessario. Devono essere muniti di dispositivi per l’accensione. lo spegnimento e di temporizzalori. Per preservare la quiete notturna, è ragionevole rinunciare all’illuminazione di insegne pubblicitarie, vetrine, giardini, decorazioni e oggetti dalle 22.0O alle 6.00.
  3. Si prevede di adeguare degli impianti esistenti, su decisione del Municipio, solo nel caso di situazioni moleste  (Art. 5.2). Cosa si intende come moleste? Se disturbano la natura sono da ritenere moleste?
  4. Importante è l’articolo 3.2 che dice di voler “evitare di installare impianti di illuminazione nelle aree naturali”, cosa si intende sono le zone naturali? si intende fuori zona edificabile?
  5. Molto importante anche il divieto di posa e utilizzo degli sky-beamer (Art.3.1), deroghe permettendo.
  6. A Lugano, grazie all’aggregazione con Carona, risiede un’osservatorio astronomico, (Calina a Carona, è proprietà della città ed è gestito dall’associazione Astrocalina), strano che i primi interessati dall’ordinanza non siano citati. È curioso, che non si preveda alcun adeguamento a tutela particolare per l’osservatorio astronomico.

Dall’intervista al municipale, andata in onda sul Quotidiano RSI di venerdì 23 febbraio 2018, si percepisce che c’è una gran confusione, si parla di risparmio energetico ed economico, il che va benissimo, ma il municipale non fa alcun accenno alle emissioni di luce, fortunatamente ne parla poi l’ingegnere che si occupa di illuminazione pubblica.

Faccio notare, vedi immagine di copertina che la situazione delle emissioni di luce a Lugano è drammatica, rispetto ad altre realtà svizzere.

Da ultimo, spero vivamente che Lugano non si accontenti di delegare l’attuazione del piano della luce all’Azienda elettrica comunale (AIL), ma che si includa nel progetto anche chi ha una visione ambientale della problematica  delle emissioni di luce, come era stato fatto con il cantone nel 2006 per redarre le linee guida cantonali pubblicate nel 2007.

Bisogna assolutamente anche tener conto di problematiche come la temperatura dei LED da usare. I LED utilizzati dalle AIL attualmente sono freddi, contengono luce blu che si trasmette più facilmente nell’atmosfera e quindi inquina di più.

Visto quanto sopra, credo sia auspicabile una collaborazione con l’associazione Dark-Sky Switzerland.

Vice-Presidente Dark-Sky Switzerland
Stefano Klett